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Copertina di Anche i campioni sbagliano di Giacomo Pratellesi

di Giacomo Pratellesi

Anche i campioni sbagliano

Storie divertenti per credere in sé stessi e trovare il coraggio di riprovarci

Mi chiamo Nico, ho nove anni e tengo una classifica di tutto: chi corre più veloce, chi prende i voti migliori, chi fa più figuracce. Quest’ultima, di solito, la vinco io.

In un anno di quarta elementare Nico sbaglia un passaggio facile davanti alla squadra nuova, si blocca alla recita di Natale con la sorellina in prima fila, nasconde un brutto voto in matematica e si ritrova preso in giro proprio dal suo migliore amico.

Dieci storie, una per ogni mese di scuola, che raccontano quello che succede dopo l’errore: quando vorresti sparire, e invece fai un piccolo passo.

Dopo ogni storia c’è una pagina “Da pensarci su”, con una domanda da farsi da soli o insieme a un grande.

8-10 anni. Dalla terza alla quinta elementare. Libro di lettura senza illustrazioni.

«Il libro che tuo figlio legge da solo, e poi viene a raccontarti.»

Cosa trovi dentro

10 storie, 123 pagine

Le dieci storie di Nico

  1. Il pallone era sgonfio
  2. Marte è sotto il frigo
  3. Ero rimasto in Mesopotamia
  4. Mettetevi la sciarpa
  5. Lo zaino pesava come Lia
  6. Quarantadue piastrelle
  7. Da qui si vede meglio
  8. Diciannovesimo su diciannove
  9. A me non fa ridere
  10. Le mani alzate

Una storia per ogni mese di scuola, da settembre a giugno. Alla fine di ognuna c’è la pagina “Da pensarci su”.

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Storia 3 · Novembre

Il più veloce

Ero rimasto in Mesopotamia

In classe sono il più veloce a rispondere. Non il più bravo: il più veloce. Sono due classifiche diverse. In quella dei più bravi c’è Max, primo, e io da qualche parte in mezzo. In quella dei più veloci, invece, il primo sono io, e di tanto.

Il segreto è semplice: non alzare la mano. La maestra Anna dice di alzarla sempre, e lo dice almeno una volta al giorno. Ma alzare la mano fa perdere un secondo. Prima la alzi, poi aspetti che la maestra ti guardi, poi aspetti che dica il tuo nome. Intanto la risposta l’ha già detta qualcun altro.

Max la mano la alza sempre. Per questo, nella classifica dei più veloci, arriva secondo.

Quella mattina cominciavamo gli Egizi. La settimana prima avevamo finito la Mesopotamia, con i suoi due fiumi dai nomi difficili, il Tigri e l’Eufrate. Io me li ero ripetuti per giorni, perché mi piaceva come suonavano.

La maestra ha appeso la cartina alla lavagna e ha messo il dito su una riga blu che attraversava l’Africa.

«Una facile, per cominciare» ha detto. «Come si chiama il fiume degli Egi…»

«L’Eufrate!» ho detto.

Non aveva neanche finito la parola.

Per un secondo nessuno ha detto niente. Io lo sapevo benissimo, che il fiume degli Egizi è il Nilo. Lo sapevo da anni, da un documentario sui coccodrilli che avevo visto da piccolo. Nella testa avevo detto «il Nilo». Ma la bocca era partita prima della testa, e aveva preso il primo fiume che le capitava. Il primo fiume che le capitava era in un altro continente.

«Qualcuno?» ha chiesto la maestra.

La mano di Max era già su. Era su da quando la maestra aveva cominciato la domanda, e aspettava.

«Il Nilo» ha detto Max.

«Grazie, Max» ha detto la maestra.

Alzare la mano fa perdere un secondo. Io quel secondo l’avevo guadagnato. E l’avevo usato per sbagliare.

In PDF, via email

Leggi la storia intera, gratis

“Ero rimasto in Mesopotamia” dall’inizio alla fine, con la pagina “Da pensarci su”. Da leggere insieme o da far leggere da solo: in PDF, sul telefono o stampato.

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L'autore

Giacomo Pratellesi

Giacomo Pratellesi vive a Firenze. Papà e divulgatore, è l’autore di “A scuola in bici”. Ha scritto queste storie pensando ai bambini delle elementari, a cominciare dai suoi.