Prova subito
Un sabato qualunque
Sono le nove e mezzo del mattino.
Due famiglie, nella stessa città, iniziano il sabato nello stesso modo. Colazione al bar sotto casa. Quattro persone per tavolino, cappuccini, brioches, succhi di frutta. Qualcuno controlla il telefono, qualcuno racconta la settimana. È un piccolo lusso che amano concedersi. Pagano più o meno la stessa cifra.
Si salutano. Ed escono. Da qui in poi, le loro giornate iniziano a divergere.
Sabato senza Margine. La famiglia A sale in macchina. Il sabato va organizzato, dicono. E il Centro Commerciale sembra una scelta facile: parcheggio, negozi, tutto nello stesso posto. Salgono in auto e si ritrovano nel traffico già fitto. Si perde tempo a cercare posto. Entrano con l’idea di dare solo un’occhiata. Ma il Centro Commerciale non è fatto per essere guardato. È fatto per decidere al posto tuo. Un negozio tira l’altro. Qualcosa che serve davvero. Qualcos’altro che era in offerta. Qualcos’altro ancora che tanto ormai siamo qui. Quando escono, non ricordano esattamente cosa hanno comprato. Ricordano solo la stanchezza.
Sabato con Margine. La famiglia B prende le biciclette. Non perché siano più virtuosi, ma perché è più semplice. Pedalano fino a un quartiere vicino. Strade laterali. Negozi piccoli. Un Second Hand Shop che conoscono. Parcheggiano davanti, entrano senza fretta. Nessuna musica alta. Nessuna vetrina scintillante. Comprano qualcosa: una giacca per un bambino, un libro, un oggetto usato, ma bello. Spendono poco. Scelgono molto. Escono con la sensazione opposta: non di aver fatto acquisti, ma di aver fatto qualcosa.
[…]
Se chiedi alle due famiglie com’è andato il sabato, entrambe rispondono: “Bene”. Ma se guardi meglio, non è la stessa cosa. Una giornata è stata guidata dai luoghi. L’altra dalle relazioni. Una ha consumato energia. L’altra ne ha restituita.
E, solo alla fine, quasi per caso, arriva il conto.
